Tesi di laurea – 2.1 Il tè bevanda sana

Il tè è una bevanda sana secondo i vari punti di vista. Fa bene al corpo per le sue proprietà nutraceutiche e allo spirito in quanto piacevole e rilassante.

CAPITOLO SECONDO: BILANCIAMENTO

2.1 Il tè bevanda sana

Il tè indubbiamente fa bene alla salute, ma non bisogna limitarsi a parlare delle sue proprietà dal momento che esse da sole non bastano a contribuire al benessere. Bisogna ricordare che per la tradizione popolare cinese la medicina non è un qualcosa che cura o previene una malattia, ma è un ritorno alla normalità quando i nostri schemi sono sconvolti, oppure un qualcosa che permette di mantenere l’equilibrio, ovvero il bilanciamento. Medicina e cura pertanto non possono prescindere dalla psiche e non sono solo legate al benessere fisico: il tè per tal motivo può assumere un ruolo centrale nella dieta del benessere, solo se viene inteso non tanto come una bevanda salutare, ma piuttosto come una bevanda che porta all’armonia del corpo e della mente.

Il tè e la ritualità ad esso connessa contribuiscono alla purificazione fisica, mentale e spirituale. Il tè purifica il corpo per le sue proprietà e purifica la mente, in quanto ogni attività fatta con attenzione e cura raggiunge questo scopo. Il tè (e la sua preparazione) sono un momento di relax, di calma, di pace.

Sempre secondo la saggezza popolare il tè purifica dai veleni del corpo e soprattutto dai più profondi veleni psichici: è sufficiente pensare alla sensazione confortante di una calda tazza di tè in mano, che ci sentiamo risollevati anche nei momenti peggiori. È una bevanda bilanciata e calma: ogni tazza non urla o grida.. ma sussurra. È la voce della natura, che sta raccontando: “Storie di uomini barbuti che scalano le montagne con un amore nel cuore, cercando certe foglie per poi arrostirle, bollirle e infonderle per ottenere l’elisir della vita”[1]. Il tè è portatore di una millenaria storia di equilibrio tra uomo e natura, una storia di rispetto e gratitudine.

Dobbiamo ricordare che in ogni epoca e soprattutto in quelle più antiche, gli uomini in quanto onnivori si trovarono di fronte ad un dilemma: cosa mangiare[2]? Se è vero che il tè veniva utilizzato già nel neolitico, dobbiamo pensare che tra l’infinita varietà di cibi presenti nella lussureggiante giungla dello Yunnan, ad un certo punto si decise di iniziare a masticare o a cuocere foglie di tè. Come sappiamo bene: “tutti i gruppi umani disdegnano i fili d’erba, le foglie degli alberi e il legno[3]” e quindi risulta difficile spiegare il perché di questa preferenza accordata alle foglie di Camellia sinensis. Pare che gli antichi abitanti dello Yunnan abbiano iniziato a masticare le foglie perché scoprirono l’effetto benefico delle sostanze presenti nella foglia del tè (in modo analogo a come dall’altra parte del mondo gli Incas facevano con le foglie di Coca), ma presto passarono alla bollitura e il tè divenne così un piacere più complesso.

Abbiamo già accennato alla ben nota “Tea Horse Road” ovvero l’antica strada del tè e dei cavalli, che collegava il Sichuan e lo Yunnan con le montagne del Tibet: lungo questa strada si intrecciarono culture, tradizioni e popoli, legati tra di loro per motivi commerciali dalla necessità da una parte dei cavalli e dall’altra parte del tè. Il tè era richiestissimo in Tibet perché sopperiva alle carenze della dieta tibetana ricca di carne, ma povera di vegetali. Il tè quindi già in epoca Tang e Song veniva consumato per integrare sostanze carenti in quella determinata dieta.

Il tè producendo benessere fisico e psichico e non arrecando danni neanche se consumato in grande quantità può a tutti gli effetti essere definito una bevanda benefica e bilanciata, che può essere quotidianamente utilizzata in una dieta del benessere.

[1] Cfr. Global Tea Hut, Tea & Tao Magazine, III – 2019.

[2] Cfr. Revelli Sorini A, Cutini S., Manuale di Gastrosofia, ali&no Editrice, 2019, p.26 (I dubbi dell’onnivoro).

[3] Ivi, p.31.