Tesi di laurea – 4 – Bellezza e Chaxi

Nel capitolo quarto si parla della “bellezza” che è ricercata sia nella tradizione orientale, sia nella modalità all’occidentale. Attenzione per gli ospiti, ricercatezza negli oggetti e senso dell’armonia e dell’equilibrio aiutano a rendere perfetta l’esperienza del tè.

Si parlerà poi del “Chaxi” ovvero il tavolo da tè, tipico del Gong Fu Cha cinese.

CAPITOLO QUARTO: BELLEZZA

In moltissime tradizioni il tè è stato ed è anche e soprattutto bellezza. Esso inoltre mostra un carattere sinestetico: oltre a gusto e olfatto che vengono catturati dalle infinite note aromatiche che si sprigionano non appena l’acqua bollente entra in contatto con le foglie, anche vista, udito e tatto sono continuamente eccitati.

Meravigliose e lucenti porcellane, utensili, tovaglie, fiori (considerati presenza necessaria in molte tradizioni), cura nella disposizione e nel servire lusingano vista e tatto al pari degli altri sensi. Infine non dimentichiamo il piacere uditivo dato dallo scoppiettare del carbone per il bollitore o dal ribollire dell’acqua, il gentile suono della caduta dell’acqua sulle foglie e il delicato tintinnio delle porcellane o dei cucchiaini e sensazioni visivo-tattili come la trama della tovaglia, il freddo della tazza che si scalda al contatto con il tè, la liscia superficie della porcellana e la ruvidità del legno del tavolo o della stuoia di bamboo.

In tutte le tradizioni viene data molta importanza all’ambiente dove si beve e soprattutto agli oggetti usati: così come l’arte di preparare la tavola contribuisce alla buona riuscita del pranzo, allo stesso modo l’arte di servire il tè è un’attenzione necessaria e non opzionale.

Gli stessi oggetti creati al fine di tale scopo sono molte volte delle vere e proprie opere d’arte e come tali apprezzate, ricercate, ammirate e collezionate.

 

4.1 Il gong fu cha e il Chaxi (la preparazione del tavolo del tè)

Il gong fu cha o “tè preparato con cura”, spesso chiamato anche cerimonia cinese del tè porta in sé una indubbia attenzione all’estetica: nonostante non possa essere considerato un rituale prevede movimenti aggraziati e funzionali alla preparazione e una certa ricercatezza nell’attrezzatura utilizzata.

Il gong fu cha spesso è abbinato ad un’altra arte cinese, ovvero l’allestimento del chaxi, termine che si può tradurre con l’inglese “tea stage”, che è qualcosa di più dell’italiano “tavolo da tè” che a volte è utilizzato, perché può essere inteso come un vero e proprio palcoscenico. Colui che serve il tè può esprimere il suo stato d’animo e comunicare qualcosa ai suoi ospiti anche solo con l’allestimento, anche se l’obiettivo non è quello di comunicare se stessi, ma di accrescere l’esperienza del tè. Il chaxi è creazione dell’armonia: un’armonia tra chi serve e gli ospiti e un’armonia tra ospite e natura, un modo per dare importanza all’ospite e onorarlo.

Innanzitutto bisogna onorare gli ospiti e l’occasione con un’accurata attenzione alla pulizia e alle decorazioni: questo significa che colui che ospita ha interesse nei confronti dei suoi invitati. Chaxi deve innanzitutto contemplare pulizia fisica e mentale: tutta l’attrezzatura deve essere ripulita così come la mente di chi partecipa che deve essere centrata sul qui e ora. Le decorazioni tuttavia non devono sovrastare il vero protagonista dell’evento, che deve essere e restare il tè. Un errore tipico è mostrare troppo se stessi nello Chaxi: l’ego per ottenere un buon risultato deve essere messo da parte. La disposizione di oggetti belli e di decorazioni tuttavia non deve essere solamente piacevole alla vista, ma deve essere funzionale: se la ricerca del bello compromette la buona riuscita dell’evento rendendo scomoda la preparazione allora abbiamo perso l’equilibrio. È possibile inoltre scegliere un tema, ad esempio legato ad una ricorrenza oppure a una persona particolare (che viene festeggiata) o ancora alla stagione o al periodo dell’anno, tuttavia un buon suggerimento è la moderazione. Spesso la scelta minimalista è vincente: solo quello che serve, disposto con gusto. Dalla tovaglia di bamboo o di seta, agli utensili, ai fiori decorativi, tutto è contemplato da un maestro dello Chaxi, che per verificare la buona riuscita della preparazione si siede al posto designato per ogni ospite al fine di poter osservare il suo lavoro da tutti i punti di vista. A differenza della mise en place lo Chaxi è meno codificato, in quanto ogni sessione di tè è considerata unica e irripetibile. L’obiettivo comunque è lo stesso: la Bellezza come parte integrante dell’esperienza di benessere.

I principali oggetti che vengono utilizzati sono tessuti e stuoie, contenitori per l’acqua di scarto, utensili vari e contenitori per il tè; è possibile anche limitarsi a poco più degli oggetti fondamentali per l’infusione. In molti casi i maestri costruiscono loro stessi gli utensili, anche con materiali semplici: infatti la Natura è molto spesso presente nei chaxi ad esempio con un piccolo bonsai, con dei fiori, del muschio o delle piantine.

Tutto questo dovrebbe contribuire all’esperienza del tè, che è a tutti gli effetti multisensoriale e multidimensionale.