Chi sono

Francesco Rebuffo, presidente dell’Associazione e sempre in cammino verso continue novità. Il tè è un elemento ormai fondamentale lungo la mia strada e rappresenta per me una ricerca continua e un compagno quotidiano. Mi interesso anche di filosofia, storia, alimentazione, chimica, biologia e scienze, amo la montagna, la fotografia e le porcellane… e cerco di conciliare tutti questi interessi e mettere parte di me in tutti gli eventi e i corsi che organizzo.

Cosa facciamo

Il Viandanthè è anche una “spazio” dedicato ai soci dell’Associazione Accademia Dorian Gray dove si svolgono eventi culturali di varia natura e degustazioni, tutti accompagnati dalla presenza del tè.
Chiunque abbia piacere a partecipare ad uno degli eventi organizzati può farne richiesta ed entrare a far parte di questo gruppo di viandanti in un qualsiasi momento.
Il Viandanthè non è una sala da tè aperta al pubblico, è un ritrovo in caso di eventi, corsi, degustazioni, conferenze o altre iniziative culturali. Sarà comunque un piacere accogliere chiunque per introdurlo alla conoscenza del tè.

Si avvisa che lo “spazio” si trova al terzo piano e non è presente l’ascensore e che nella sala si entra dopo aver tolto le scarpe in quanto è arredata con tappeti e cuscini (è possibile comunque richiedere una panca o una sedia)!

La tazza vuota

“La tazza vuota” è il nuovo ciclo di incontri organizzati da Il Viandanthe, al momento fermo a causa dell’attuale situazione di emergenza.
Il nome è un rimando all’ospitalità perchè il nostro scopo è ovviamente quello di riempire di tè quelle tazze, ma esse, successivamente torneranno vuote. Ovviamente è un riferimento allo Zen perchè vogliamo invitare tutti ad accostarsi con una mente vuota e pronti ad imparare dal tè stesso la storia millenaria di popoli, culture e tradizioni.
Una semplice tazza o ciotola vuota appoggiata sul tavolo mentre attende il tè è il simbolo perfetto della mente Zen: sempre all’inizio, sempre umile e in attesa. Ciò che rende utile una casa è lo spazio vuoto tra le sue mura, allo stesso modo è la libertà della tazza vuota che la rende bella: noi vorremmo essere quella tazza, così semplice e sempre pronta al viaggio.